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Biografia
Giulia Acquafresca nasce il 28 giugno 2007. Si avvicina alla scrittura molto giovane, trovando nella poesia uno spazio in cui trasformare emozioni, ferite e silenzi in parole. Scrivere è un modo di attraversare il dolore.
Una sua poesia viene selezionata per l’antologia Verrà il mattino e avrà un suo verso, pubblicata da Aletti Editore nell’ambito del concorso nazionale Il Federiciano. Successivamente pubblica su Amazon la sua prima raccolta di poesie, Do not read, segnando l’inizio del suo percorso editoriale.
Attraverso immagini intense e una scrittura diretta ma delicata, cerca di dare voce a ciò che troppo spesso rimane nascosto, nella speranza che ogni lettore possa sentirsi accolto, compreso o semplicemente meno solo.
L’opera
Nella mia raccolta si può notare che ci sono dei fili conduttori: il dolore, l’odio e l’amore. Essi si intrecciano in alcune poesie, mentre in altre si danno la caccia.
Le mie poesie non negano questi sentimenti, ma vi si incastrano all’interno pur di far sopravvivere me e i lettori alle proprie ferite interiori.
Perché ho scritto questa raccolta
Ho scritto questa raccolta di poesie in primo luogo per me stessa, per dar voce a un dolore che mi portavo dentro da troppo tempo e che la poesia è riuscita a far respirare. Come secondo fine, queste poesie portano con sé il desiderio di far sentire comprese le persone ai margini della società: quelle che soffrono, che hanno qualcosa da dire o che semplicemente amano.
Estratto
Sbagli rubati
26/12/2025
Ripenso spesso a quegli anni
in cui senza pietà prendevi i miei sbagli;
quelli che mi portavano a starti accanto
e poi mi svegliavo in un attimo.
Mi svegliavo quando tu, giocando
a nascondino, rubavi i miei posti
e poi le parole, e poi le carezze, e i baci,
e i tocchi sporchi.
Io ti perdonavo, sì, pensavo la smettessi
ma il giorno dopo eravamo punto e a capo.
Punto e a capo a giocare,
e io a farmi molestare.
Urlavo di smetterla ma tu mi ignoravi,
come si ignorano le urla disperate
delle bestie al macello.
Ed è da quel momento che mi sento sporca,
Inutile, da gettare via.
É dai miei 9 anni che ho imparato
Cosa significa essere donna
In un mondo malato.
Scrivo per noi
26/01/2026
Scrivo con le braccia doloranti.
Scrivo per me, per te, per tanti.
Scrivo per chi non sa esprimere ciò che ha dentro,
scrivo per chi combatte col suo spettro
e col suo aspetto ogni giorno,
fino a non avere più nessuno attorno.
Scrivo per me stessa
anche se a nessuno interessa.
Scrivo per dare una ragione al mio essere,
per addolcire il mio malessere.
Scrivo per dare un senso a questa vita,
perché non è insulsa, non è finita.
Scrivo per tirar fuori il mio subconscio
anche se sono bugiarda, come pinocchio.
Bugiarda perché nascondo il mio dolore
in cerca di quel che tutti chiamano amore.
Guardati dentro
07/02/2026
Mostro i miei tagli
quasi fossero bagagli
di un dolore che mi porto dentro,
In quelle ferite ci entro.
Non trovo sangue o cellule morte,
Trovo la mia essenza, trovo la corte
che faccio alla sofferenza;
ma come faccio a starne senza?
Mi faccio largo tra la pelle:
cerco, cerco, cerco forse delle stelle
che illuminino il mio cammino
In questo scuro sentiero, appendo un volantino
“Cercasi speranza di rivalsa”
Anche se sembra ormai scomparsa.