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Biografia
Sono nato a Monopoli nel 2006, l’anno scorso mi sono diplomato al liceo classico e attualmente sono al primo anno della facoltà di Lettere classiche all’Università di Bari. Le mie passioni più grandi sono la lettura, la letteratura e, soprattutto la poesia. Mi sono reso conto un po’ tardi che quest’ultima era la mia strada perché ho cominciato a scrivere soltanto al terzo anno, in particolare c’è stato un momento che me lo ha confermato: la visita alla tomba di Dante. Provai un’emozione indescrivibile, non me lo dimenticherò mai.
L’opera
Ho chiamato la mia raccolta poetica Orizzonti perché ogni testo contenuto al suo interno ne rappresenta uno, ma quello più importante che sono riuscito a cogliere è la poesia stessa. L’ho divisa in due sezioni (Pensieri sciolti e Geometrie del cuore) in cui ho voluto affrontare temi legati all’esistenza umana quali l’amore, il dolore, la solitudine, lo scorrere del tempo, la morte e l’essere se stessi. Volevo creare un abbozzo, un disegno che, in modo introspettivo, potesse parlare di ognuno di noi partendo da ciò che diceva il mio cuore.
Perché ho scritto quest’opera
Ho scritto quest’opera perché prima di tutto penso che, negli ultimi anni, sia stata messa da parte, facendo quasi venir meno la sua importanza. In secondo luogo, perché volevo finalmente rivelare la mia più grande passione dopo averla tenuta nascosta a lungo, dando la possibilità a pochi di farla conoscere. Scrivere questo libro mi ha fatto aprire di più, mettendo a nudo ciò che pensavo nella scrittura in versi.
Perché ho scelto di pubblicare con Bookapoem
Bookapoem è stata una bella scoperta per me, soprattutto per il loro metodo di pubblicazione e per la loro vicinanza agli autori emergenti. Ciò che mi ha colpito di più è la loro disponibilità e il loro massimo sostegno nei momenti più importanti come la campagna di crowdfunding, in cui sei assistito e ti vengono forniti dei consigli sul come gestirla al meglio.
Estratti
1
Quando piove,
non sapevo
che si potesse
scatenar tempesta.
Associo
a questo dolore
una non so che
anfora di tristezza
cerulea e marmorea.
Occhi di cristallo
quelli miei
con cui vedo
nient’altro che
un cielo frantumato.
E tutta la vita
m’è apparsa
una bianca perla
che alcune volte
non riesco
a custodire.
2
Noi siamo come la sabbia
che sulla riva deposita il mare,
nell’acqua vediamo il brillare.
col suo luccichio che cambia.
Ci sediamo su degli aridi muri,
mentre il nostro cuore incendia
e il richiamo della vita echeggia,
sperando che l’animo si curi.
Nella sua azzurra limpidezza
cambiano alcuni nostri pensieri,
vogliamo che un sogno si avveri,
che arrivi di Amore la carezza.
Poi, col tramontare all’orizzonte,
non so che sensazioni nascano,
forse molti sogni non bastano
a spiegare la solitudine crescente.
3
Non ti amerei come il mare,
ma come colei che riesce
ad essere se stessa, cresce
in me la voglia di voler dare.
Non ti amerei come il sole,
la tenerezza del tuo sorriso
è come vita, il giallo narciso
nasce, vederti dove si vuole.
Non ti amerei come la notte,
l’anfora di cerulea tristezza,
non può erigere la fortezza,
stringimi qui con te stanotte.
Non ti amerei come il rivo
perché, in fondo, il mondo
adesso è cambiato, affondo
nel calore dell’affetto e vivo.