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I Giardini

11,00 

di Gaia Incarbone
24%
114 copie
all´obiettivo
69
Giorni rimasti
Inizio campagna 22 aprile 2024
Fine campagna 31 luglio 2024
Quantità
Modalità di spedizione
Consegna prevista per settembre 2024.
La spedizione avverrà tramite corriere espresso.

Spedizione gratuita per gli ordini nazionali da 3 copie in su (escluse zone di spedizione speciali).

L’autrice

Gaia Incarbone nasce presso Varese il 29 agosto 2000, da una famiglia numerosa originaria del Sud Italia. Attualmente vive in provincia di Bergamo, dopo ben cinque traslochi (prossimamente sei). Ha un diploma di Liceo delle Scienze Umane (ex Magistrale e Psico-Pedagogico) e attualmente lavora nella ristorazione (nello specifico in un bar). Proprio tutte queste esperienze hanno alimentato la sua curiosità e la sua volontà di dedicarsi alla scrittura, intesa come strumento espressivo del genere umano.

L’autrice devolverà il suo ricavato all’associazione “zeroCO2”

L’opera

Trentadue componimenti, in cui il tema centrale è il giardino come luogo fisico e simbolo spirituale. Ora rigoglioso, ora deserto, prima luogo di solitudine, in seguito luogo di scambi, il Giardino accompagna il lettore durante tutta la lettura, trasformandosi assieme a lui, in quanto metafora della vita, in particolare del passaggio all’età adulta.

Inoltre il viaggio attraverso i luoghi – concreto e metaforico – trae ispirazione da esperienze autentiche. Il viaggio concreto si rifà a diversi scorci della nostra penisola, in particolare del Sud Italia e della Lombardia. Il viaggio metaforico si ispira invece all’interpretazione dei sogni e alla lettura delle opere di James Hillman.

Perché ho scritto quest’opera

In una società che si pone di fronte al dolore come se fosse un ostacolo da superare e sconfiggere, questo libro si propone di entrare negli spazi marginali della vita, per poterli meglio osservare e comprendere, facendo della conoscenza il proprio punto di forza.

Perciò queste poesie si propongono di riuscire a riflettere quelle che sono le crisi esistenziali legate alla nostra epoca, ed in particolare al rapporto tra l’individuo e le diverse istituzioni sociali.

Perché ho scelto bookapoem

Io credo fermamente che lo scrivere solo ed unicamente per se stessi non abbia alcun senso. Io credo nei collettivi indipendenti e nel coinvolgimento profondo che mirano a realizzare. Io credo nei lettori e nell’importanza delle loro opinioni autentiche. Questi ed altri, sono i motivi che mi hanno portato a scegliere bookapoem come piattaforma di lancio.

I. Il Giardino di Vita. Il mio alter manifesto

Ero, troppo tardi [2022]

La mia testa è un bosco,

con agave e funghi.

E il mio stomaco un lago:

di stelle marine, di luci pulsanti.

Ma il mio petto, io non so che sia.

C’è uno squarcio lì,

tra il sangue e l’ossigeno,

e la cassa d’ossa.

C’è uno squarcio e poi dentro?

Giungle ed oceani:

vasti e antichi e vasti e primordiali.

E c’è un cucciolo d’uomo:

tra l’agave ed i funghi,

sulle stelle marine, sotto le luci pulsanti.

C’è un cucciolo d’uomo, ma io non so dove:

è scappato e si è nascosto.

Non vuole morire?

E chi vorrebbe?

Io muoio, al suo posto.

 

Il riflesso [2022]

E il mare?

A dire di Siddharta, il mare può parlare

(se c’è una porta azzurra).

E il cielo?

Anche. Le sue figure, vengono a trovarti

(ma solo la notte).

E il Leviatano?

Esso esiste nel movimento:

striscia appena in superficie

(ma vola sottosuolo);

si confonde tra le voci

(ma le immagini, parlano).

E l’uomo?

Un Dio mortale: esteso e discontinuo.

Non ha una sede, ne ha molte:

ha sale aperte e chiuse,

tra tunnel ed aperture.

Le facciate sono affreschi,

le figure sono segni.

Lo spazio è involucro:

è transito e sosta,

tra strati e radici,

al di là del binario.

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