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Biografia
Francesca, Babù, Io. Soprannomi, nomi, essenza. In realtà sono solo una ragazza con una voce. Che ha bisogno di urlare, e in quell’urlo non trovare soltanto un’ eco. Amo parlare di emozioni, profonde, essenziali, diurne e notturne. Esplorare il nostro mondo emozionale e trascriverlo in caratteri, guardare il corsivo scivolare insieme ai miei respiri. Trasformare la mia storia, in parole per molti, e guardarle essere lette, per far provare qualcosa.
L’opera
“Frammenti in tormenta” nasce da una storia. Una storia che si chiama Francesca. Una storia di frammenti, ricordi, memorie. Passa tra emozioni del passato per scivolare in ambizioni del futuro: riprendere a vivere. Un’ambizione che raggiungo. Una raccolta che toglie il fiato, viaggiando tra stelle, lune, notti e giorni in cui il respiro si ferma un momento per lasciare spazio alla vita. E vi prometto che vi lascerà un frammento. Un piccolo bulbo di speranza per cercare nei propri ricordi, nel proprio io, la forza di rimettersi in piedi dopo una tempesta di sentimenti contrastanti
Perché ho scritto quest’opera
Scrivere è terapia. Per me lo è sempre stata. Far scivolare il respiro e trasformarlo in parole è meglio che trattenerlo e rinunciare a mille emozioni.
Perché ho scelto bookapoem
La realtà letteraria è complessa e trovare il proprio spazio non è semplice. Ho scelto Bookapoem perché offre agli autori la possibilità di credere nel proprio sogno e di trasformarlo in un progetto concreto, accompagnandoli e sostenendoli in ogni passo del loro tortuoso percorso.
Estratti
POLITICA IN UN CORPO
La paura di non bastare
Voci, risate, scherno
Perché in fondo non basti
Quindi tanto vale
Deriderti, ferirti
Mascherarti
E non guardarti per quello che sei
Un cimitero di bugie
Non raccontare da che parte sei incline
Paura di un riflesso
Che ti dica la realtà
Ma tu hai fatto un patto di omertà
Due parti che si contraddicono
Nello stesso cervello
Scappa finché puoi
Da questo corpo in un governo
Che ha sia destra che sinistra
Il centro è un bordello
Politica in un corpo
Se è realtà andiamo in piazza
Scendiamo da psiche
Il corpo clemente
Da vinta la mente
NOVEMBRE
Novembre.
Il gelo arriva, tutto torna.
Quei giorni freddi e lontani in cui tutto cambia, in cui tutto trema.
Mi ritrovo lì in quel viale di disperazione a sperare che il coma sia solo un sonno
passeggero.
Poi ci sono i pianti, le lacrime nei volti altrui, le corse fuori dall’ospedale e io sono lì
davanti.
Ti aspetto perché mi hai fatto una promessa.
Quella promessa è viva, in novembre.
È gelata lo so.
Rimarrà sempre davanti a quell’ospedale tormentata dal 15 novembre.
Io non entro, te non muori e tutto rimane così.
Congelato.
Nella mia mente, nei miei ricordi, nei miei periodi, nei miei rimorsi.