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Biografia
Emma Di Martino, una donna di 22 anni. Nata a Empoli il 15 Aprile 2004. Diplomata in ragioneria indirizzo A.f.m (amministrazione, finanza e marketing). Vive in un piccolo paesino in provincia di Firenze, con i suoi genitori e sua sorella minore, ama leggere e l’arte in tutte le sue forme dalla pittura ad acquerello sino alla danza in particolare l’hip hop; qualità che la contraddistingue la determinazione, ha molti sogni nel cassetto; ma di una cosa è sicura quello di aiutare le persone che come lei hanno sofferto tanto.
Perché lei, come tante altre persone ha sofferto molto: dal 2019 sta lottando contro un brutto mostro l’anoressia e il disturbo borderline diagnosticatole subito dopo; grazie a carta, penna e un semplice diario è riuscita a liberarsi un po’ di quell’ombra che la seguiva in tutto quello che faceva.
Emma ha ritrovato nella poesia un modo di scacciare via i suoi demoni e riuscire finalmente a respirare dopo tanto tempo che stava in apnea.
L’opera
Questo libro racconta la storia di una ragazza
che ogni giorno deve combattere contro i suoi
demoni.
Questa ragazza sono io e questa è la mia
storia..
Questo piccolo libro di poesie racconta quanto è difficile essere felici quando dentro abbiamo un mare in tempesta, quanto sia difficile riuscire a vivere quando vogliamo solo sprofondare in quel mare. Quando dentro abbiamo solo oscurità e malessere. Questo libro parla di me, della mia storia: le battaglie che ho dovuto combattere (traballando tra anoressia e disturbo borderline di personalità); entrare e uscire dagli ospedali, le notti al pronto soccorso , i tagli e le bruciature sulle braccia e gambe, gli psicofarmaci, tentare di morire quando tutto questo diventava troppo, ingestibile. Poi gli amori sbagliati, le amicizie interrotte, il bullismo. Non sentirsi accettata dai suoi coetanei, essere quella che viene esclusa da tutti, quella strana, quella sbagliata, quella fuori dal mondo. Ormai un suo mondo aveva, dove per rifugiarsi andava. Questo “diario di inchiostro” parla del mio passato, del mio presente, e del mio futuro ancora incerto. Che piano piano sta diventando da offuscato a nitido. Grazie a tutte le persone che hanno creduto in me ma soprattutto un grazie va a me stessa per non aver mollato per aver stretto i denti e di essere andata avanti guardando ogni tanto indietro per non dimenticarsi da dove è venuta.
Perché ho scritto quest’opera
Avevi solo bisogno di respirare, e dal respiro sono uscite le poesie una dopo l’altra; queste poesie sono scritte di getto e non c’è un motivo specifico perché le ho scritte; come ho detto prima avevo solo bisogno di respirare e così ho fatto. Una penna e un semplice diario sono diventati i mei migliori amici e così ho iniziato a scrivere per lasciare andare, lasciar andare tutto lo schifo che avevo addosso; e così è nato Diario d’inchiostro.
Estratti
come se il cielo piangesse lacrime
che non hai il coraggio di versare
paura della solitudine
terrore di ammettere
quello che non ho coraggio di dire
“come stai?”
“tutto bene”
non è la verità
giorno dopo giorno
parte di me se ne va
soffiato via dal vento di Gennaio
dentro me
un vuoto
statua di pietra
ammirata di stupore
ma dentro solo rumore
disorientante
da non sentirlo
ci vuole tanta forza
per fare silenzio
confusione intorno
ma la statua
riuscirà a parlare
a zittire chi la stava a fissare
DEAR FRIENDS
ubriaca
a parlare di voi amici miei
che non siete qui
ad ascoltare i demoni interiori
che urlano uscire
trattenuti dentro
sento le gocce di pioggia
è lo stesso rumore
delle lacrime quando piango
per le cazzate che mi avete detto
tanto cari che non so quanto dolore mi siete costati
un’altra sigaretta
per dimenticare il sapore delle bugie e
inghiottire il fumo, veleno
per i polmoni
una lacrima scivola calda
calda sulla mia guancia
forse per il forte odore di tabacco
nella stanza
forse per il ricordo
che ci ha unito
cari amici
più dolorosi del catrame nel sangue
goccio di vodka
brucia la gola
anestetizzata al dolore
mia stanza
la vodka in mano
la bottiglia è sempre meno
fisso il soffitto
e sento di essere
in un grande prato verde
insieme a voi amici miei, parlare, divertirci
si dai questo dolore non è mai esistito