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Biografia
Sara D’Addio classe 1993, studentessa in Lettere, è una donna dedita alle piccole cose. Solitaria nella sua quotidianità, condivide il suo piccolo appartamento nella cittadina di Novara, coi suoi amati gatti. Si dedica agli studenti nel privato come tutor. Come educatrice ha lavorato frequentemente con bambini piccolissimi, crescendoli e portandoli dai primi mesi di vita fino alle scuole elementari.
I bambini sono diventati per l’autrice i compagni di viaggio di ogni giorno, grazie alla qualità che li contraddistingue: la semplicità. Caratteristica quest’ultima che Sara ha sempre ricercato. Affrontando una vita di maree e precipizi affiancata dal demone della depressione, la scrittrice ha ritrovato nella poesia l’essenza primordiale di ogni suo pensiero. Questo le ha permesso di liberarsi grazie alla sua penna, di un mondo che ricerca soggetti conformi e privi di dolore. A Sara piace illuminare il dolore, affinché esso sia fonte di luce per chi da troppo tempo vive nell’ombra.
L’opera
Sento spesso dire che i libri di poesie non sono veri libri. Opinione comune è che non raccontino una vera storia. Ai lettori piace arrivare ad un finale preciso. Un finale sognato, aspettato. È bello essere protagonisti dei libri che sfogliamo. Ci piace viaggiare tra le pagine dei libri, immedesimandoci nei personaggi che ci somigliano e che hanno vissuto il nostro dolore.
Diversa invece è la poesia. La poesia è un’arma potente. In poche parole ti rivela il protagonista, l’antagonista ed il finale. E molto più frequentemente te li fa solo respirare. Non li afferri. E in questa società di possesso è difficilissimo poter accettare questa chiave di lettura della vita. Vogliamo soluzioni ben definite in un mondo in cui tutto corre frettolosamente.
Quest’opera nasce proprio dalla presunzione di capire che cosa ci sia dietro alle persone vittime di questo mondo che non riesce a fermarsi. Sottile è la narrazione di chi si trova diviso, in un mondo pieno di guerre e desiderio di tracciare netti confini. Mi sono trovata a chiedermi cosa ci fosse nel cuore di chi è armato interiormente. Capendo che siamo tutti spaventati da ciò che non conosciamo.
A volte occorre soltanto regalare poesia a chi ha un cuore armato. E nella mia quotidianità, questo è ciò che ho provato a fare. La mia opera crede nelle parole, nel dialogo e nei gesti semplici che sono il vero motore del disarmo interiore.
Perché ho scritto quest’opera
Estratto
Nemici
Vivevamo la nostra quotidianità,
non sapendo che non era la realtà
Vivevamo per giocare,
non sapendo amare
Vivevamo desiderando di essere felici,
ma eravamo ancora nemici

Orgoglio
Posso vederti arrivare
Nei miei occhi stanchi,
fotografata è la tua immagine
Ti vedo fuori dalla mia porta
In piazza tra la folla
Ti vedo lottare contro i tuoi ideali,
che ti dicono che non saremo mai uguali
Ti vedo lasciar andare l’orgoglio,
ad ogni nostro incontro
Scartami
Sono un pacco di Natale
non ancora scartato
Sono su una torta,
una candelina accesa
a cui nessuno domanda un desiderio
Sono quel dono
che a Babbo Natale,
non avevi chiesto
Ma tu scartami lo stesso
