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Arbor hebes

11,00 

di Jonathan Cotugno
11%
178 copie
all´obiettivo
100
Giorni rimasti
Inizio campagna 10 luglio 2026
Fine campagna 18 ottobre 2026
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Modalità di spedizione
Consegna prevista per dicembre 2026.
La spedizione avverrà tramite corriere espresso.

Spedizione gratuita per gli ordini nazionali da 3 copie in su (escluse zone di spedizione speciali).

Biografia

Jonathan Cotugno nasce a Poggibonsi, il 21/09/1992. Non appena finiti gli studi, la ristorazione diventa il suo mondo, un mondo caotico subitaneo ed ostile che però fa capire all’autore l’ importanza dei dettagli e degli equilibri. Quest’ ultimi requisiti, per lui, sono utili anche nella poesia, che diventa per lui “usbergo” nei momenti più duri.

 

L’opera

“Arbor hebes” tratta di argomenti e sensazioni che almeno una volta nella vita ci sfiorano e rendono adulti. Come, ad esempio: la paura, citata nella poesia “Non cercarmi” in cui l’ autore la chiama con nome proprio di persona ossia Fobos. Tratta argomenti quali l’ amore, l’ illusione del benessere dovuto dalle sostanze e della Natura.

 

Perché ho scritto quest’opera

Quest’ opera nasce come nascono generalmente tutte le cose belle: grazie ad una donna. In questo caso la mia compagna di vita Cristina che, stanca di trovare risme di fogli sparsi per casa, mi ha suggerito di trasformare questa mia necessità di plasmare i miei pensieri in qualcosa di più, qualcosa che altri potessero leggere e chissà magari rispecchiarsi.

 

Perché ho scelto bookapoem

Ho scelto bookapoem perché la sua trasparenza e professionalità mi ha saputo dare quella motivazione che purtroppo altre realtà editoriali stavano piano piano facendo vacillare.

 

Estratti

 

Io

Sono erba gramigna da eradicare

La pecora nera che stona con le altre.

Sono il vecchio papa che non vuole abdicare.

Un secchio di intonaco lasciato in disparte.

Sono lo zucchero scambiato per sale,

lo sporco motore che proprio non parte.

Sono chi sono a nessuno mi ispiro—

L’ attimo eterno che dura un sospiro.

 

Anima

Parlami di questo vento irrequieto,

del tuo strano diniego

Chei attrae e mi respinge.

Parlami con linguaggio desueto,

del tuo sogno più lieto

dell’ amore che vince.

Parlami,pure stando in silenzio

Sorseggiando un assenzio che più brucia, più piace.

Parlami o non parlarmi affatto.

Nei tuoi occhi il riscatto

Nei miei sbagli…

la pace.

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