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Biografia
Stefania Marinacci nasce a Barletta nel 1962, vive a Bologna da 40 anni e da 25 con sua sorella. Impiegata nella vita, si scopre poetessa per necessità. Fin da giovane, in provincia, ha cercato risposte profonde attraverso l’arte, dando voce a emozioni e conflitti interiori. Il trasferimento a Bologna, città universitaria ricca di fermenti culturali, le ha permesso di unire una vita regolare a costanti stimoli artistici. Se in passato la sua vita sociale era densa di incontri, cinema, teatro e mostre, oggi conduce una quotidianità più ritirata, fatta di affetti e cene tra amici, ma con la stessa passione. Così, i suoi scritti, a lungo rimasti nascosti su fogli di fortuna, sono stati scoperti per caso dagli amici durante una cena. Incoraggiata dal loro entusiasmo, ora è pronta a mettersi in gioco e a cercare il suo pubblico per raccontare i sentimenti di tutti. Ha raccolto e ordinato i testi in un manoscritto che adesso attende solo di incontrare lo sguardo dei suoi sperati lettori.
L’opera
I miei “Pensieri erranti” sono versi nati dalle mie inquietudini e da riflessioni molto intime. Scritti lungo il cammino, descrivono la sofferenza esistenziale e il modo in cui ci si sente dopo un’emozione che lascia tracce nel profondo. Mi piace descriverli come visioni in versi da restituire a chi prova gli stessi stati d’animo: non siamo mai soli nel nostro sentire.
In queste pagine la malinconia sfocia sempre nella speranza, con parole che accarezzano la tristezza per trasformarla in luce. Anche dagli stati d’animo più cupi può nascere la bellezza: il dolore diventa così il riconoscimento stesso dell’esistenza. Dopotutto, anche nelle notti più buie c’è sempre una luce accesa che ci attende a casa. Questo libro è un viaggio poetico tra le ombre dell’anima, dedicato a chi cerca la luce nel buio e a chi vuole riscoprire la speranza.
Perché ho scritto quest’opera
Questa raccolta di poesie nasce per dare corpo a visioni ed emozioni attraverso la forza della parola.
Ho sempre scritto di getto per colmare i vuoti del mio cammino: più che semplici sfoghi, queste pagine sono un modo per dare un nome alle mie inquietudini. Quando scrivo sono mossa da un’empatia universale. Sento che i sentimenti dei miei versi appartengono a ogni creatura vivente, capaci di unire l’umano e il naturale in un unico grande respiro. Sono convinta che i sentimenti siano il riconoscimento stesso dell’esistenza e che accomunino tutti noi, come cellule di uno stesso organismo che usa un solo linguaggio. Non si scelgono, ma ci travolgono a seconda di come reagiamo alle sorprese e alle difficoltà della vita.
Ora spero che i miei “Pensieri erranti” possano finalmente trovare casa.
Perché ho scelto bookapoem
Bookapoem è un’avventura!
Da autodidatta non avrei mai pensato di pubblicare i miei scritti, ma la spinta di alcuni amici mi ha convinta. Cercando case editrici per emergenti, sono stata colpita dal motto di Bookapoem, “liberiamo la poesia”: l’idea che i testi spicchino il volo mi ha conquistata. Il loro metodo è innovativo e coinvolgente, e la pubblicazione è gratuita se riesci a far pre-acquistare 200 copie. Con un team squisito e competente, Bookapoem non solo libera la poesia, ma dà una voce a chi scrive nell’ombra e ha qualcosa da dire
Estratti
Di notte
Quando il cielo splende scuro nella notte
il sole è dall’altra parte che scalda i cuori
ma lassù restano accese mille stelle che brillano e ballano luccicanti
Aspettano ansiose il ritorno dell’alba per potersi riposare
e intanto lo spettacolo sfinisce…troppi desideri chiedono di avverarsi!
ma io lo so che il buio fitto lascia sempre accesa almeno una stella, la più impetuosa
sarà lei che spalancherà la porta alle calde esordienti giornate che il tempo ci offre
e dall’olimpo il sole con il suo caldo abbraccio
scioglierà con dolcezza la più tenace delle voglie che nell’oscurità ci assale:
la Voglia dell’Impossibile
ma l’impossibile è la mia meta più ambita
Alle mie amiche belle
al tempo del Covid
Vi saluto amiche belle
care come mie sorelle
Di bruttina non ce n’è una
tutte splendide come la luna
Mi mancate tanto tanto
perché vi voglio bene non so quanto
Amiche mie resistete…
del vostro affetto io ho sete
Troppe, tante ne abbiam passate
e sempre in piedi siamo atterrate
Non è quel microbo che ci sta separando
ma è l’amore che ci sta aspettando
Quel momento, il più bello
di nuovo insieme, magari per bere un buon vinello
…e per finire
Luce
Correggi pure le tue labbra con un sorriso
L’alba tingerà di rosso i suoi contorni