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Bicchieri di vetro e cappotti di legno

13,00 

di Vittorio Bitti
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Inizio campagna 30 luglio 2026
Fine campagna 7 novembre 2026
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Modalità di spedizione
Consegna prevista per Gennaio 2027.
La spedizione avverrà tramite corriere espresso.

Spedizione gratuita per gli ordini nazionali da 3 copie in su (escluse zone di spedizione speciali).

Biografia

Umbro, classe ‘98, cresciuto nella cantera del Liceo Classico F. Frezzi, passa nella stagione 2016-2017 alla Gazzetta di Foligno in prestito con diritto di riscatto, vestendone i colori fino al 2021. Nel frattempo, colleziona – alla maniera di Beckham “Becks” tra i Galaxy e il Diavolo – una serie di presenze fra le pagine digitali di Umbria24 e quelle cartacee de La Voce di Perugia; nel 2018 guadagna con il Torrino (ndr, il gagliardetto della Gazzetta) la promozione nell’albo dei pubblicisti, nel quale milita tuttora dribblando i ponderosi (ri)corsi di formazione come birilli. Nel 2023 si laurea dottore in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Perugia; ivi frequenta a partire dallo stesso anno il corso magistrale in Archeologia e Storia dell’Arte. 
“Poetante” nel tempo libero, le serate le spende col naso a pescare nel boccale e il cervello accartocciato intorno a quel maledetto verso che non vuole saperne di piegarsi, domo, al volere della rima.

 

L’opera

Amore, Morte, Amicizia: non ho pregato altri dei, e di nient’altro mi sono occupato. Bicchieri di vetro e cappotti di legno è lo sguardo sullo ieri, su quello che non è, che sarebbe stato o non è più. È lo scotto da pagare alla differenza che c’è tra il presente e il passato.

È l’espressione di un sentire sognante e stralunato, è il Sacro che volentieri s’improfana fino al quotidiano più materico e crudo. Ma è anche il nocciolo della vita individuato nel rapporto simbiotico con gli amici, nell’affetto filiale e nell’amore – rincorso, elargito, vagheggiato – verso una Venere santa, o puttana.

È la fantasmagoria dei sentimenti universali; incrociando le dita, è finalmente un’occasione di catarsi, o almeno un simpatico spunto di conversazione.

 

Estratto

IL PALLONCINO

Dio vi benedica

Per il tempo che passate lontani dalle mie carezze,

Perché la mia poesia

È una poesia di mancanze,

E il rumore che fa

È quello d’un bambino che corre appresso a un palloncino

Che il vento gli soffia via da sotto il naso,

Fino a farlo piccolo piccolo

Sul soffitto del cielo.

Così vanno letti i miei versi: col fiatone e i singhiozzi

Di chi ha perduto per strada un giocattolo allegro,

E non sapendo misurare le distanze

Continua a saltare

Coi palmi tesi.

 

BOLOGNINA

Una chiazza in terra

Di piscio

Nei bagni della stazione

È la Veronica,

E il volto di Cristo

È stampato

Giallo di sudore

In qualche lenzuolo

Deposto sui marciapiedi delle logge.

Mi converto

Vedendo una donna

Coi capelli arruffati

E una bottiglietta vuota

Alla quale si rifiuta

Il conforto d’una Coca-Cola.

 

ELEGIA PER VENERE

Dietro quali occhiate giochi a nascondino? Con che gesti umani ti camuffi? Da quali teneri difetti fai capolino?

Ti ho amata dacché non t’ho vista;

Che dolce profumo esala la carta

Delle lettere che non m’hai ancora spedito!

“Nessun bacio ho dato a vuoto”, singhiozzerò, “se m’ha condotto alle tue labbra”.

Ma quando infine chiamerai il tuo apostolo lascivo,

A te tornerò

Come torna la docile ancora alla nave

Dopo averne predicato l’esistenza

Alle genti abissali.

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