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Biografia
Vanessa Del Cardo è una scrittrice e artista italiana.
La sua ricerca creativa si muove tra poesia, introspezione e narrazione simbolica.
Attraverso il progetto “Bianconiglio” esplora la dimensione emotiva e psicologica dell’esperienza umana, dando voce a fragilità, trasformazione e crescita interiore.
Il suo linguaggio unisce scrittura poetica e immaginario visivo, con l’obiettivo di rendere esprimibili emozioni spesso difficili da nominare.
La sua visione si basa sull’idea che ogni esperienza, anche negativa, possa diventare trasformativa: non è ciò che accade a definirci, ma il modo in cui reagiamo a ciò che viviamo.
L’opera
Il tema centrale della raccolta è il viaggio interiore tra fragilità e trasformazione.
Attraverso immagini simboliche come la tana, il limbo, il mare e il tempo, il Bianconiglio attraversa stati emotivi come ansia, paura, solitudine e ricerca di equilibrio.
Il filo conduttore è la crescita: il passaggio dalla chiusura alla possibilità di apertura verso sé stessi e il mondo.
Perché ho scritto quest’opera
Ho scritto questa raccolta perché sentivo il bisogno di dare forma a ciò che spesso rimane silenzioso dentro di noi.
Le emozioni, quando non trovano parole, si accumulano e diventano peso.
Attraverso il Bianconiglio ho potuto osservare e raccontare il mio mondo interiore da una distanza più delicata, trasformando esperienze personali in qualcosa di condivisibile.
Scrivere è stato un modo per comprendere, attraversare e, in parte, guarire.
Credo che ogni esperienza possa essere difficile o dolorosa, ma che sia il modo in cui scegliamo di reagire ad essa a permetterci di evolvere.
Perché ho scelto bookapoem
Ho scelto Bookapoem perché credo nel valore della poesia come forma viva e condivisa, non solo come espressione personale.
Il modello di crowdfunding permette al libro di nascere attraverso il coinvolgimento diretto dei lettori, trasformando la pubblicazione in un percorso collettivo.
L’idea che la mia raccolta possa trovare i suoi primi sostenitori prima ancora di esistere fisicamente rende questo progetto ancora più autentico e umano.
Estratti
Bianco
Quel giorno un bianconiglio uscì dalla sua tana,
con la neve tutto intorno, impalato se ne stava.
Osservava attentamente quel bianco solitario,
che un po’ lo rispecchiava.
Dello stesso colore, entrambi muti e delicati.
Com’era fragile quel coniglio…
Ogni singolo fiocco di neve che scendeva,
lui ci si rivedeva,
mentre lentamente si scioglieva.
Amava il freddo,
perché poteva starsene rinchiuso nella sua tana,
e all’apparire del sole l’ansia lo divorava.
Amava la notte,
quando nessuno si vedeva.
Ma di giorno, da ogni essere, egli si nascondeva.
Com’era timido quel coniglio…
All’apparire di ogni problema,
la sua ansia era lì,
e lui la temeva.
Un po’ sarcastico quel coniglio:
paura della moltitudine,
ma mai della solitudine.
In un mondo in cui il ritiro fa paura,
il bianconiglio lo teneva con cura.
Cullato da quel suono di niente,
desiderava un bianco permanente.
Poiché il bianco, come lui, era solo fra i tanti,
era lì che si nascondeva
fra quei fiocchi luccicanti.
Limbo
Era entrato in un limbo,
non c’era via d’uscita.
Ogni giorno si riapriva,
era sempre lì la ferita.
La ferita di una vita
trascorsa nel suo disagio,
privo di anime
che lo facessero sentire a proprio agio.
Ogni giorno questo disco si ripeteva,
voglia di esprimersi non ne aveva.
L’unica frase pensante rimaneva:
vorrei poter non aver bisogno
né di mangiare né di bere,
solo di respirare.