13,00 €
Mi chiamo Elisa Del Re e scrivo poesie come forma di testimonianza. La scrittura è il modo che ho trovato per dare voce a ciò che spesso resta invisibile: il dolore mentale, la fragilità, la rabbia, il senso di smarrimento, ma anche la resistenza e la possibilità di restare.
Le mie poesie nascono da esperienze vissute realmente e attraversano temi come la salute mentale, i disturbi alimentari, l’ansia, la depressione e il rapporto complesso con sé stessi. Non cerco di abbellire il dolore né di trasformarlo in qualcosa di romantico: provo solo a raccontarlo con sincerità.
Scrivere per me significa dare forma al caos, lasciare una traccia, trasformare il silenzio in parola. Con “Senza Attenuanti” scelgo di mostrarmi senza filtri, nella convinzione che anche la fragilità possa diventare una forma di presenza e riconoscimento per chi legge.
L’opera
“Senza Attenuanti” è una raccolta di poesie che racconta ciò che spesso non si vede: il dolore mentale, la lotta contro sé stessi, la solitudine, l’ansia, i disturbi alimentari, il senso di vuoto e la difficoltà di restare vivi dentro certe giornate.
Le poesie seguono un percorso non lineare, fatto di cadute, lucidità, rabbia, apatia e tentativi di ricostruzione. Alcuni testi sono brevi e taglienti, altri più narrativi e viscerali, ma tutti nascono dalla necessità di essere sinceri.
Questa raccolta non vuole dare soluzioni né insegnare qualcosa: vuole testimoniare. Vuole mostrare cosa significa abitare un dolore senza censurarlo, ma anche continuare a restare, nonostante tutto.
Dentro queste pagine convivono fragilità e resistenza, buio e piccoli frammenti di luce. “Senza Attenuanti” è il racconto di una sopravvivenza emotiva, scritto senza protezioni e senza filtri.
Perché ho scritto quest’opera
Ho scritto “Senza Attenuanti” perché avevo bisogno di dare una forma concreta a ciò che vivevo dentro. Molte delle emozioni che racconto erano difficili da spiegare a voce: la scrittura è diventata il luogo in cui poterle lasciare esistere senza doverle ridurre o nascondere.
Queste poesie sono nate in momenti diversi, spesso nei periodi più difficili della mia vita. Scrivere mi ha permesso di trasformare il caos in traccia, il silenzio in presenza.
Non volevo creare qualcosa di perfetto o consolatorio. Volevo essere onesta. Se anche una sola persona, leggendo queste parole, si sentirà meno sola o riuscirà a riconoscersi in ciò che provo, allora questo libro avrà trovato il suo senso.
Perché ho scelto bookapoem
Ho scelto Bookapoem perché dà spazio alla poesia autentica, personale e contemporanea, lasciando libertà alla voce di chi scrive.
Mi ha colpita l’idea di una piattaforma capace di valorizzare testi nati da esperienze reali e profonde, senza chiedere agli autori di rendere il dolore più semplice o più “accettabile”.
“Senza Attenuanti” è un libro molto intimo e sentivo il bisogno di affidarlo a uno spazio che rispettasse la sincerità della parola poetica e il valore emotivo delle storie raccontate.
Estratti
La vita va presa a morsi
Oggi è mercoledì, e sono
Ancora qui.
Una settimana fa volevo sparire, oggi invece faccio a pugni col respiro.
La morte non è romantica:
è fredda, muta, indifferente.
La vita invece graffia, morde, brucia,
ma almeno risponde.
E io scelgo di restare dove qualcosa risponde.
Dove la luce si posa
La luce arriva piano,
non fa rumore,
si posa sulle cose come se chiedesse il permesso.
Si infila nelle crepe,
scioglie le ombre negli angoli della stanza,
accende ciò che sembrava spento da tempo.
Non promette niente,
non salva nessuno,
ma indica una direzione.
E a volte basta questo:
un angolo illuminato,
un centimetro di chiarezza,
per ricordarti
che anche oggi
qualcosa può ancora brillare.
Resto
Non guarisco.
Non precipito.
Resto.
Con tutto quello che so
e tutto quello che continuo
a fare comunque.
Non chiedo più
che finisca.
Chiedo solo
di esserci
quando ricomincia.
Il corpo è ancora qui.
Io anche.
Non è pace.
È presenza.