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Il cuore non ha quella forma romantica

15,00 

di Roberta Lo Giudice
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all´obiettivo
99
Giorni rimasti
Inizio campagna 5 maggio 2026
Fine campagna 13 agosto 2026
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Consegna prevista per ottobre 2026.
La spedizione avverrà tramite corriere espresso.

Spedizione gratuita per gli ordini nazionali da 3 copie in su (escluse zone di spedizione speciali).

Biografia

Roberta Lo Giudice classe 1991, in arte Desdemona, scopre presto che l’arte è l’unico modo per dare un suono al silenzio. Inizia musicando all’ età di undici anni i propri testi con una chitarra, ma è nella parola scritta che trova il suo vero baricentro. Fin dai banchi di scuola, dove i suoi temi erano il termine di paragone per l’intera classe, ha scelto di farsi trasportare dal flusso inarrestabile delle parole.

​Il suo esordio, “Il cuore non ha quella forma romantica”, è poesia cruda, “un noir con schizzi di rosa pop”. La punteggiatura è anarchica, tutta sua, il linguaggio è un proiettile pronto a ridurre in brandelli il cuore del lettore. La visceralità del racconto è la ciliegina su una torta… al veleno.
​In queste pagine, Desdemona affronta anche il tema del DCA, la “bestia invisibile” che ha offuscato molti dei suoi anni e che trova “lucidità” nel capitolo “Fiocco lilla”. Attualmente vive divisa tra il lavoro e gli sgoccioli di una Sicilia che si prepara a salutare, puntando a una carriera non solo di parole…

L’opera

La mia raccolta di poesie è una raccolta che parte da una me affamata d’amore a una me che conclude un pensiero con: “l’interezza richiama interezza”.
Sono vari passaggi della mia vita che mi hanno vista in più vesti, ma pur sempre con una nota amara come punto interrogativo.
“Il cuore non ha quella forma romantica” rifiuta il lirismo estetico per farsi carne e verità.
Chi ha avuto già l’opportunità di leggermi vede metafore, iperboli e similitudini così vivide da illudersi di poterle toccare.
Ogni mio brano è una montagna russa che darà sempre l’impressione di starsi staccando dal circuito su cui sfreccia.

Perché ho scritto quest’opera

“Il cuore non ha quella forma romantica” nasce dall’esigenza di mettere nero su bianco la mia sofferenza e di far sentire la mia voce agli outsider, quegli alieni che vivono un po’ fuori dal mondo, come me. Quelli che si analizzano di continuo, che si chiedono: “Perché non vado mai bene?” e che, talvolta, arrivano a desiderare di vivere in superficie, come tutti gli altri, pur di mettere il proprio cuore a tacere. Un pensiero ovviamente momentaneo, perché quelli come me non baratterebbero mai la Fossa delle Marianne con l’elio di un palloncino scoppiato.
​Oltre che agli alieni, lo dedico soprattutto ai disincantati: a chi ha creduto fortemente a quello che custodiva nel cuore, per poi vederselo depredato, calpestato, spaccato, umiliato. Questo libro è per chi vive la vita, in ogni suo aspetto, con potente intensità. Ho una penna che non scrive per la gioia di scrivere; scrive nel dolore, per necessità. Scrive perché vuole strattonare lacrime da occhi che si fingono pigri.

Perché ho scelto di pubblicare con Bookapoem

Ho scelto Bookapoem su consiglio di un amico esperto. Mi ha colpito la serietà nel sostenere chi ha stoffa letteraria ma non ha i mezzi economici per pubblicare. Credo che l’arte, come le cure mediche, debba essere accessibile a chiunque. Ho riscontrato una redazione tempestiva, gentile e professionale. Ho scelto questa realtà perché è affidabile e trasforma un sogno in un percorso concreto, senza lasciarti mai sola.

 

Estratto

ORGASMI
Gli orgasmi solitari
sono i più bagnati.
Di lacrime.
Soprattutto di lacrime.
Somigliano tanto a una felice
scampagnata tra amici,
quelle dove canti a squarciagola
e senza pensieri.
Quelle prima dello schianto fatale.

 

LA DONNA DELLA MIA MORTE
Un po’ ci assomigliavi, alla donna della mia vita,
e continui a somigliarci anche ora che
dalla mia vita
sei andata via.
A cena fuori, davanti a un volto che non è il tuo,
rido segretamente d`isteria pensando di masticare pietre
che mi vanno di traverso.
Perché sono qui con questa sconosciuta?
Per forza la mia vita deve andare avanti senza di te?
Il conto stasera lo paga lei:
il conto di non essere te.
Se mi chiederà un secondo appuntamento,
inizierà a mettersi un po’ di sale…
il sale nel suo conto.
Intanto torno a casa.
Mi spoglio,
mi strucco col mio super struccante in offerta più che speciale:
 “Lacrime amare”.
E inveisco contro qualcosa.
Tante persone che non credono in Dio
dicono sempre:
“Qualcosa esiste, qualcosa c’è”.
E allora me la prendo con quel qualcosa che
esiste e c’è.
Poi passo a te,
che almeno esisti,
e dico che sei una grandissima stronza,
che dovevi conoscermi di più,
che ti meriti uno schiaffo soave
e un bacio violento.
Mi addormento.
Il sole a illuminarmi dalla finestra,
Il ripetersi di un`asmatica domanda quotidiana:
“ma perché più cerco di andare avanti e più torno da te?”
Che scema la mia mente.
Il cuore nemmeno comanda più.
E perché pensieri ridicoli e fuori portata
mi portano a visioni degeneri?
Del tipo:
dovevo essere nell`inchiostro della penna del tuo tatuatore,
al tuo primo tatuaggio.
Così da starmene sotto la tua pelle
e in evidenza sulla tua pelle.
“Sarei stata”, in ogni momento della tua vita…
Ma, come tanti parti acquisite e integranti di noi, spesso ci si dimentica di ciò che si ha addosso.
Il cervello mi si è fuso.
L`anima in pena fa gimcane di saffica
sconosciuta tenerezza
in momenti di cali glicemici.
Il cuore è un punto che non va più a capo.
Somigli alla donna della mia morte.

 

L` ABC DEL MIO DCA
Una quarantena parsa quarant`anni
che ha fatto del mio DCA
l`ABC del mio calvario.
Ripetere quotidianamente:
“Da domani smetto,
metto la testa a posto”.
E invece la mettevo nel cesso.
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