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Diario d’inchiostro

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di Emma Di Martino
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Inizio campagna 15 aprile 2026
Fine campagna 24 luglio 2026
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Consegna prevista per settembre 2026.
La spedizione avverrà tramite corriere espresso.

Spedizione gratuita per gli ordini nazionali da 3 copie in su (escluse zone di spedizione speciali).

Biografia

Emma Di Martino, una donna di 22 anni. Nata a Empoli il 15 Aprile 2004. Diplomata in ragioneria indirizzo A.f.m (amministrazione, finanza e marketing). Vive in un piccolo paesino in provincia di Firenze, con i suoi genitori e sua sorella minore, ama leggere e l’arte in tutte le sue forme dalla pittura ad acquerello sino alla danza in particolare l’hip hop; qualità che la contraddistingue la determinazione, ha molti sogni nel cassetto; ma di una cosa è sicura quello di aiutare le persone che come lei hanno sofferto tanto.

Perché lei, come tante altre persone ha sofferto molto: dal 2019 sta lottando contro un brutto mostro l’anoressia e il disturbo borderline diagnosticatole subito dopo; grazie a carta, penna e un semplice diario è riuscita a liberarsi un po’ di quell’ombra che la seguiva in tutto quello che faceva.

Emma ha ritrovato nella poesia un modo di scacciare via i suoi demoni e riuscire finalmente a respirare dopo tanto tempo che stava in apnea.

L’opera

Questo libro racconta la storia di una ragazza

che ogni giorno deve combattere contro i suoi

demoni.

Questa ragazza sono io e questa è la mia

storia..

Questo piccolo libro di poesie racconta quanto è difficile essere felici quando dentro abbiamo un mare in tempesta, quanto sia difficile riuscire a vivere quando vogliamo solo sprofondare in quel mare. Quando dentro abbiamo solo oscurità e malessere. Questo libro parla di me, della mia storia: le battaglie che ho dovuto combattere (traballando tra anoressia e disturbo borderline di personalità); entrare e uscire dagli ospedali, le notti al pronto soccorso , i tagli e le bruciature sulle braccia e gambe, gli psicofarmaci, tentare di morire quando tutto questo diventava troppo, ingestibile. Poi gli amori sbagliati, le amicizie interrotte, il bullismo. Non sentirsi accettata dai suoi coetanei, essere quella che viene esclusa da tutti, quella strana, quella sbagliata, quella fuori dal mondo. Ormai un suo mondo aveva, dove per rifugiarsi andava. Questo “diario di inchiostro” parla del mio passato, del mio presente, e del mio futuro ancora incerto. Che piano piano sta diventando da offuscato a nitido. Grazie a tutte le persone che hanno creduto in me ma soprattutto un grazie va a me stessa per non aver mollato per aver stretto i denti e di essere andata avanti guardando ogni tanto indietro per non dimenticarsi da dove è venuta.

Perché ho scritto quest’opera

Avevi solo bisogno di respirare, e dal respiro sono uscite le poesie una dopo l’altra; queste poesie sono scritte di getto e non c’è un motivo specifico perché le ho scritte; come ho detto prima avevo solo bisogno di respirare e così ho fatto. Una penna e un semplice diario sono diventati i mei migliori amici e così ho iniziato a scrivere per lasciare andare, lasciar andare tutto lo schifo che avevo addosso; e così è nato Diario d’inchiostro.

Estratti

come se il cielo piangesse lacrime

che non hai il coraggio di versare

 

paura della solitudine

terrore di ammettere

quello che non ho coraggio di dire

“come stai?”

“tutto bene”

non è la verità

giorno dopo giorno

parte di me se ne va

soffiato via dal vento di Gennaio

dentro me

un vuoto

statua di pietra

ammirata di stupore

ma dentro solo rumore

disorientante

da non sentirlo

ci vuole tanta forza

per fare silenzio

confusione intorno

ma la statua

riuscirà a parlare

a zittire chi la stava a fissare

 

DEAR FRIENDS

ubriaca

a parlare di voi amici miei

che non siete qui

ad ascoltare i demoni interiori

che urlano uscire

trattenuti dentro

sento le gocce di pioggia

è lo stesso rumore

delle lacrime quando piango

per le cazzate che mi avete detto

tanto cari che non so quanto dolore mi siete costati

un’altra sigaretta

per dimenticare il sapore delle bugie e

inghiottire il fumo, veleno

per i polmoni

una lacrima scivola calda

calda sulla mia guancia

forse per il forte odore di tabacco

nella stanza

forse per il ricordo

che ci ha unito

cari amici

più dolorosi del catrame nel sangue

goccio di vodka

brucia la gola

anestetizzata al dolore

mia stanza

la vodka in mano

la bottiglia è sempre meno

fisso il soffitto

e sento di essere

in un grande prato verde

insieme a voi amici miei, parlare,  divertirci

si dai questo dolore non è mai esistito

 

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