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Biografia
Sono Mattia, ho 20 anni ed amo la poesia. Questa è parte di me fin dalle scuole medie, tempo in cui scrivere equivaleva a mettere qualche parola in ordine e mandare a capo ogni tanto, senza pensarci troppo. Fortunatamente ho rifinito il mio interesse e la mia tecnica ai tempi del Liceo Classico, che alla fine ho terminato neanche due anni fa, e ho sviluppato una grande attrazione verso la cura di metrica e fonetica nei versi.
Attualmente sono al primo anno di Lettere Moderne all’Università del Salento, dopo pochi mesi fallimentari al corso di Ingegneria Industriale nel 2024, che mi hanno fatto capire davvero chi sono, oltre a cosa voglio fare nella vita, ossia insegnare e condividere l’amore per la poesia.
L’opera
L’opera affronta svariati temi, e non ha un vero e proprio “filo conduttore” monotematico. Il narratore stesso si muove tra la descrizione di paesaggi urbani, bellici e naturali, e l’introspezione. È ricorrente l’utilizzo del mito, che non serve da paragone o da richiamo sciolto dal resto, bensì si presta alla spiegazione e all’approfondimento degli altri temi, è un mezzo, più che un argomento. Ogni sezione della raccolta (Le Notti, Stanze e Crepuscoli, Dì) è volta alla creazione di un immaginario ambientale, come fosse una cornice all’interno della quale le poesie di quella sezione si collocano.
Perché ho scritto questa raccolta
Il pensiero della raccolta non è nato prima di iniziare a scriverla, nessun componimento, durante la sua scrittura, è stato immaginato come pezzo di un corpus unitario: tutto quello che vi si trova all’interno è stato selezionato tra moltissime poesie scritte dal 2021 al 2025. La raccolta, tuttavia, è stata creata perché anche solo una persona possa vederci sé stessa, o possa esserne scossa almeno un po’. Inoltre, è un lato tentativo di sollecitare altri poeti a scegliere l’arte, la poesia non è solo scrittura in versi, è uno studio degli spazi, dei suoni, della metrica, della rima, e di tante altre sue parti. Abbiamo abbandonato la cura della forma, recuperarla è nostro dovere.
Perché ho scelto Bookapoem?
La mia scelta è nata dall’incontro con Bookapoem solo dopo essermi rapportato con la realtà dell’editoria a pagamento, la quale cozza con la mia visione dell’arte, in quanto credo che una casa editrice, se vuole portare degnamente questo nome, debba avere fiducia ed investire tempo negli autori che si trova davanti. Bookapoem si è dimostrata fin dall’inizio disponibile e pronta a riporre in me suddetta fiducia, per questo la mia scelta è ricaduta su di loro.
Estratto
Dal fortunale m’apparve che piove (dalle Notti)
Dal fortunale m’apparve che piove,
rivo pluviale di gocciole nuove
pulsa nel lago ove giace Giunone
priva di capo, pugnale nel cuore.
Troppa ragione, amata Leucone,
Dea senza testa, non resta più voce,
solo Catullo piegatos’ a Giove.
Frena, o tempo incalzante! (da Stanze e Crepuscoli)
Frena, o tempo incalzante!
Trepidi senza esitare.
Se credi natura la fuga,
ti prego, tramuta natura!
Visita il cielo e tornane astrale,
dimentica il clero e visita l’Ade,
noi non avremo fortuna cotale,
forte legati a spirto mortale.
Se cedi così l’andatura
faremo del viver fortuna.
Trema uno strale dorsale:
crede tu voglia scappare.
Rido se penso d’averti sfiorato (dai Dì)
Rido se penso d’averti sfiorato,
trovo la culla nel cielo iridato,
vivo la luce che piangi dai raggi
che mandi a salvarmi, potessi toccare.
Suona lo scorrere bianco del vento.
Libero! Sono solo e lo sento!
Vivo! Cullato dai raggi che piangi.
Perché salvarmi, mio Sole? Vivo!
Sorridi Iperione, caro bagliore,
già non ti vedo, addio, mio amore!
Culla coi raggi la cera del padre.
Dedalo, vivo!